Se mago Merlino con una sua magia accontentasse politici e industriali e ci concedesse energia a costo zero saremmo tutti felici per sempre!!! Potremmo girare il mondo senza spese, anche il cibo costerebbe molto meno, ogni bene avrebbe costi e quindi prezzi molto più modesti di oggi, insomma una pacchia! Mago Merlino per il momento non utilizzerà la sua bacchetta magica ma la modernità ci fornisce un valido sostituto che è la tecnologia. Abbiamo già trattato questo tema ma apprendiamo da Milano Finanza del sette ottobre che il governo nel suo progetto di ridurre il costo dell’energia utilizzerà le nuove tecnologie nucleari che forse non sono così economiche come le magie che vorremmo dai maghi ma -almeno così ci fanno credere- avremo energia a buon prezzo e in gran copia senza problemi di alcun genere.
Basta stare zitti e lasciar fare a loro! E lo si farà senza che il governo ci metta un euro!!! (forse neanche mago Merlino sarebbe riuscito a tanto). Per fare questo non si vuole perdere tempo con dibattiti e burocrazia e quindi il governo crea per se poteri speciali (coerenti -dicono- con la Carta Costituzionale) fino a derogare da piani urbanistici; mentre per aprire un bar ad Accadia devi passare sotto le forche caudine della burocrazia a tutela del consumatore per fondare una centrale nucleare serve solo un pezzo di carta scritta dal governo e tutto è a posto. E il cittadino-consumatore? Si arrangerà.
Le ubriacature si sa sono molto pericolose e quella tecnologica non è da meno: non vogliamo qui entrare nella questione tecnica che è apocalittica ma ci chiediamo: se tutte le promesse fossero mantenute e avessimo energia a buon prezzo come ci promettono veramente potremo espandere i nostri consumi liberamente!?!? Una pacchia! che però deve fare i conti con le materie prime disponibili, con la questione rifiuti, le congestioni di ogni tipo, cioè si andrebbe incontro ad una società molto diversa! non più del benessere (molto male distribuito) odierna ma dell’opulenza che non solo non garantirà equità nella ripartizione dei redditi e nell’accesso a tali nuovi consumi ma neanche nella sua gestione sociale e individuale.
Che società sarebbe una ove non serve lavorare per avere tutto? È credibile una prospettiva del genere? In realtà non esiste una idea di come impostare una società con costo dell’energia vicino allo zero ma nell’attesa intanto cominciamo da subito a pagare in bolletta qualcosina da dedicare a questo programma (naturalmente nel silenzio più eloquente che ci sia; cioè si paga una cosa che non abbiamo deciso e non sappiamo di pagare!!!!). Ma un soggetto che esce certamente rafforzato da tale operazione è lo stato. Esso oltre ai nuovi poteri che si attribuisce e che sono peri-co-lo-si-ssi-mi li aggiunge ad una fetta già enorme -e quindi non democratica- che possiede nel mercato dell’energia…chi vincerà le elezioni non prenderà solo le Istituzioni pubbliche ma anche il controllo dell’economia.
Siamo sicuri che questo non sia una nuova forma di stato? In una fase in cui i potentati privati hanno fagocitato cultura e informazione, finanza e salute, guerre e politica estera abbiamo bisogno di un accrescimento del potere pubblico e non di un ridimensionamento di quello delle lobby? E in tutto questo il cittadino, la persona, che parte fa? quello della carne tritata? tritata da una parte e dall’altra!?!? Già oggi non v’è giorno del mese che non si debba correre a compilare una dichiarazione o pagare una tassa o una bolletta, sempre a loro, quelli della politica. Che potranno fare i nostri ragazzi cresciuti nella bambagia? Intrupparsi in un partito e incrociare le dita che sia quello vincente per poter sbarcare il lunario…diversamente i beneficiati dal benessere saranno altri mentre l’ambiente e il paesaggio saccheggiati saranno i suoi mentre la produzione dell’energia sarà di proprietà di pochi.
Queste considerazioni ovvie se non elementari sono una goccia rispetto ad altre che lasciamo nella penna e che, tutte, congiurano per un sonoro “no” non solo al nucleare ma a tutte queste tecnologie che concentrano poteri immensi in poche mani. Concentrazione di potere che evidentemente motiva la spregiudicatezza nel trattare questa materia. Sembra infatti che il governo sia animato dal “s’ha da fare subito e basta”.
Non va bene! La posta in gioco è enorme e non solo economica: non la si deve sottovalutare.

