“Rispetto, dignità”. Queste le parole utilizzate dai lavoratori dello stabilimento siderurgico di Acciaierie d’Italia di Taranto, ex Ilva, nel corso del corteo che dalla direzione della fabbrica si sta dirigendo verso il Municipio. Oggi i sindacati dei metalmeccanici Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil hanno proclamato uno sciopero in tutti le sedi del gruppo in Italia.
“Adesso parlano i lavoratori, il futuro vogliamo deciderlo noi. Lottiamo per un intervento pubblico che sia garante della transizione”, questa la scritta sullo striscione che guida il corteo. “Se è uno stabilimento di interesse nazionale -urlano dal megafono- dimostralo con i fatti, ministro, presenta un piano industriale, nazionalizza la fabbrica o rilancia questo stabilimento. Altrimenti abbi il coraggio di dire che il tuo progetto è fallito, abbi il coraggio di dire la verità. Non è la cassa integrazione la soluzione ai problemi di questa fabbrica. La gente vuole lavorare in sicurezza”. Dopo la partenza del corteo ha smesso di piovere.
Dopo corteo sit-in lavoratori dinanzi Municipio di Taranto
Il corteo dei lavoratori dello stabilimento siderurgico di Taranto (diretti, di Ilva in As e dell’appalto), partito dalla fabbrica intorno alle ore 8.45, ha raggiunto Palazzo di Città, dove si svolge un sit-in. Una delegazione di sindacati consegnerà un documento al sindaco Piero Bitetti. E’ in corso lo sciopero di 25 ore in tutti i siti del gruppo per richiamare l’attenzione sulla vertenza, giunta ad uno snodo cruciale. Al governo, che ha fissato un incontro per il 28 ottobre a Palazzo Chigi, le sigle metalmeccaniche chiedono ” l’apertura di un confronto che affronti la complessità delle questioni sociali e che individui un quadro di strumenti che diano risposte ai lavoratori, per il pregresso e per il futuro”.
(Foto pagina Facebook Uil Puglia)

