Una delegazione del movimento ambientalista ‘Giustizia per Taranto’ questa mattina, in occasione della ricorrenza di Santa Cecilia, che apre le porte del Natale tarantino, il più lungo d’Italia, ha offerto agli operai, sulle note della pastorale, le tradizionali pettole, cioè palline fritte di pasta lievitata, tipiche della cucina pugliese.
“Il clima che abbiamo trovato -spiegano gli attivisti in una nota- è di scoramento riguardo a una situazione che ha nella precarietà e nell’incertezza del futuro le sue note preponderanti. La fabbrica continua a essere un luogo a rischio di incidente rilevante e senza prospettive, con il Governo preoccupato unicamente dall’idea di un aumento della produzione in assoluto conflitto con l’ambiente e la salute della popolazione”.
L’occasione “è stata utile -proseguono i rappresentanti dell’associazione- per continuare l’interlocuzione che portiamo avanti da tempo con i lavoratori, ai quali abbiamo consegnato un volantino che prospetta la riconversione economica del territorio sull’esempio della Ruhr, in Germania. Abbiamo ascoltato le loro preoccupazioni e condiviso speranze e visioni nuove, da pretendere insieme”.
“Unire le forze -concludono- con chi subisce per primo le conseguenze di scelte politiche scellerate continua a essere per noi fondamentale per disegnare un futuro diverso e migliore”.

